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21 November, 2008

Brand e Cinema si incontrano con il product placement

Filed under: dibattito, marchi, news — Tags: , — Enrico @ 9:51 am

torino-lingotto1 Creative Commons License Photo credit:Bluestardrop 

Al CineShow di Torino IP Faber ha partecipato a una intera sessione di incontri dedicata al ruolo dei brand (e delle aziende) nel cinema. 

Sottotitolo: il product placement. Diversi gli interventi, sia da parte di produttori / registi, sia da parte di manager aziendali, e tutti con un unico responso: il product placement, se fatto bene, fa bene al cinema!

Il confronto prende le mosse dal cd decreto Urbani che nel 2004 ha reso possibile per le aziende piazzare i propri prodotti all’interno delle produzioni cinematografiche.

A quattro anni dall’entrata in vigore della nuova legge sul cinema, il product placement è veramente entrato nelle strategie di comunicazione delle aziende e nei piani di budget di produttori e registi.  Su questi temi si sono pronunciati i registi Alessandro D’Alatri e Luca Lucini e alcuni manager di noti brand italiani tra cui Stefano Leonangeli di Martini&Rossi, Gianni Onorato di Costa Crociere, Fausto Tazzi  di San Pellegrino Nestlè Waters Italy e Marco Visentini di Goldenpoint / Golden Lady.

Forse la più interessante testimonianza non viene però dal cinema, ma da una nuova piattaforma per fare comunicazione e product placement: internet! Non è certo cosa nuova, ma Sergio Cravero, direttore marketing Alfa Romeo Gruppo Fiat, ne ha parlato in termini innovativi: ha infatti parlato del lancio della MiTo e della intensa campagna pubblicitaria centrata sopratutto sul web e sulla creazione di una community online, con un suo linguaggio creato ad hoc per il web 2.0 e fatto di social networking, di icone, di mini filmati, di un concorso online su materiali creati appositamente online.

A noi è piaciuto, ed è piaciuto non solo e non tanto per la tecnica utilizzata, quanto per il fatto che ha dimostrato che internet è una risorsa fenomenale se si utilizza a pieno. Non ci ha convinto tanto il prodotto in sè, quanto il mondo che ci gira attorno, l’esperienza offerta agli utenti.

Il futuro del product placement, insomma, potrebbe essere online.

(IP Faber è specializzata nella negoziazione di marchi e nel product placementContattaci)

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19 November, 2008

IP Faber è al Cine Show di Torino

Filed under: news — Tags: , , — Enrico @ 11:36 am

torino-in-blue Creative Commons License Photo credit: Bluestardrop

IP Faber ha avuto la possibilità di partecipare al CineShow, che si svolge in questi giorni a Torino. 

Il CineShow è una fiera/evento sul mondo del cinema e dei media digitali.

Tra le altre occasioni di incontro, IP Faber ha partecipato a “Cinema e brand si integrano”, una sessione di discussione sul ruolo che i brand e le aziende hanno avuto nell’industria del cinema dopo l’approvazione del decreto Urbani, e “New Media, new models”, un interessante incontro sulle tematiche dei nuovi media e delle nuove strategie rese possibili dall’avvento di internet.

Ma su questi interventi parleremo di più nei prossimi giorni.

6 October, 2008

Product placement e marchi nel cinema e in tv: assaggeremo il Cacao Meravigliao?

Filed under: intellectual property, law, marchi, marketing, news, normativa, trademark — Tags: , , , , — Eva Callegari @ 9:02 am

Creative Commons License Photo credit: Acidcookie

La legge comunitaria 2008 include nell’elenco di direttive che dovranno essere recepite in Italia nei prossimi mesi la direttiva 2007/65, che ha modificato la “direttiva TV senza frontiere” e che, nell’armonizzare la normativa dei vari paesi membri, si ripropone di “migliorare conseguentemente la competitività del settore europeo dei media”.
Questa direttiva si occupa anche di product placement.
Si sa che il mercato delle major statunitensi si nutre da decenni di product placement, integrando marchi e richiami a prodotti e servizi nell’intreccio dei propri film e stipulando apposti accordi con le imprese per dare questa particolare (e molto efficace) visibilità ai loro prodotti.
Nel nostro paese, questo genere di marketing è stato visto per anni con occhio sospetto e bandito – nelle sue forme più evidenti – come forma di pubblicità camuffata, vietata. Si utilizzava il cambio merci per abbassare i costi di produzione di un film, ma non si potevano negoziare accordi per dare risalto ad un marchio all’interno della narrazione di un film.
Ad un certo punto ci si accorse del disfavore che subivano le nostre produzioni cinematografiche rispetto a quelle di matrice americana. Per intenderci, se ET poteva bellamente mangiare le caramelle Reese’s Pieces (simili alle più note M&Ms) davanti agli occhi di infiniti giovani spettatori (e consumatori), il Topo Gigio nostrano doveva accontentarsi di un’anonima (ma gustosa) fetta di gruviera.
Nel 2004 si regolamentò per la prima volta in Italia il product placement, prevedendo cheper i film che contengono inquadrature di marchi e prodotti, comunque coerenti con il contesto narrativo, è previsto un idoneo avviso che rende nota la partecipazione delle ditte produttrici di detti marchi e prodotti ai costi di produzione del film.” (art. 9 del d.lgs. n. 28 del 22 gennaio 2004).
Il quadro normativo attuale, in attesa del recepimento della direttiva del 2007 sulla materia, dà quindi libero campo al product placement nel mondo delle produzioni cinematografiche nazionali, non nell’ambito delle produzioni televisive e dei serial tv.
Il legislatore dovrà ora fissare “un elenco positivo”, indicando quali tipi di programmi potranno beneficiare di un sistema di sponsorizzazione quale quello rappresentato dal product placement.
Nell’effettuare questa scelta si dovrà da un lato scongiurare il rischio di un’eccessiva “brandizzazione” dei prodotti cinematografici e televisivi, che sono anche prodotti culturali, e dall’altro lato considerare i dati economici circa il product placement già sperimentato.
Le analisi di marketing dimostrano che il product placement è di impatto particolarmente forte sul consumatore, che “metabolizza” facilmente e ricorda il marchio visto nell’intreccio di un film.
Inoltre, il product placement si avvantaggia del fatto di legare il marchio ad un’esperienza, quale è quella portata dalla visione di un film. Chi ha visto il film Cast Away non potrà dimenticare il pallone Wilson diventare protagonista con il naufrago Tom Hanks.
Se la tendenza è sempre più verso il brandertainment, i dati di mercato confermano come gli investimenti in product placement siano in costante incremento: del 13 % nel 2007 secondo l’agenzia Nielsen, del 27% l’anno secondo i dati resi noti nel corso dell’edizione 2008 del “Product Placement & Location Festival” di Ischia.
La data entro cui dovrà essere recepita la direttiva 2007/65 dal nostro legislatore è il 19 dicembre 2009.
Quale sarà lo scenario che si aprirà al product placement nel nostro paese per allora?
Sfogliando e curiosando nel data base dei marchi italiani si scopre che esistono 17 marchi “Cacao Meravigliao” depositati in Italia, uno di questi è stato depositato dalla Barilla nel lontano 1987 (non è certo – a dire il vero – se sia stato rinnovato fino ad oggi).
Se il product placement amplierà sempre più il proprio raggio d’azione, potremo forse davvero trovare sugli scaffali del supermercato “il Cacao Meravigliao” e torneremo tutti nell’arena di “Indietro Tutta” a cantare con Renzo Arbore e Nino Frassica?

(IP Faber ti può aiutare nel product placement e nel rafforzamento del tuo brand)

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