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2 December, 2008

Brevetti, licensing e pillole di saggezza sull’IP

Filed under: brevetti, dibattito, patent — Tags: , , , , , , — Eva Callegari @ 8:30 am

cielo-e-saggezzaIP Faber era presente qualche settimana fa alla conferenza organizzata da LES Italia, LES Francia, LES Germania e LES Gran Bretagna ed Irlanda dal titolo “Best Technology Transfer Practices from Public Research Organizations to Industry“.

Si dibatteva di un tema in più occasioni affrontato e sul quale in Italia ancora molto si potrebbe fare, se tutti i vari soggetti coinvolti (istituzioni incluse) capissero l’importanza di un efficace sistema di trasferimento di tecnologia dai centri di ricerca pubblici e dalle università alle imprese.

Al di là del tema dibattuto, da uno degli interventi della giornata ci siamo annotati un’osservazione sulla proprietà intellettuale e sulla percezione che ne dovrebbe avere chi opera nel cosidetto “mondo-impresa”.

Il Prof. Riccardo Pietrabissa del Politecnico di Milano, presidente di Netval, interessante network che già raccoglie 42 università italiane e che ha come obbiettivo di valorizzare la ricerca pubblica, inserendola sempre più nei processi di crescita imprenditoriale, ha osservato nel corso della propria presentazione: “Patent is not a tool for excluding, but is a tool for transfering“.

Si tratta di una semplice pillola di IP.saggezza che tuttavia non sembra essere ancora del tutto assimilata da molti imprenditori italiani.

Il brevetto non è un punto di arrivo, ma è un punto di partenza per fare business e ampliare il proprio mercato di riferimento. Il brevetto non serve solo a vietare ad altri di contraffarre i propri prodotti, ma è la base del licensing e la garanzia di profitti attraverso il licensing.

E lo sa bene IP Faber, che negli ultimi 12 mesi ha percorso in lungo e in largo fiere ed eventi raccontando a rappresentanti dell’imprenditoria italiana (per lo più appartenenti a quelle PMI che costituiscono l’ossatura della nostra economia) di proprietà intellettuale e dell’importanza del corretto uso dei portafogli di beni immateriali (che possono essere costituiti – a seconda dei casi – di brevetti, marchi, modelli, copyright o di know-how).

Ma di questo vi racconteremo in un altro post.

(IP Faber: licensing and IP consultancy to SMEs. Contact us)

Creative Commons License Photo credit: TommyChu

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7 November, 2008

La brevettabilità dei metodi commerciali: il caso Bilski in U.S.A.

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Creative Commons License Photo credit: Gadl

Negli Stati  Uniti si è riaperto nei giorni scorsi il dibattito sui limiti di brevettabilità dei business method, dei metodi commerciali.

Di fatto, contrariamente a come si preannunciava, la decisione d’Appello del Circuito Federale non ha rivoluzionato, nè limitato i criteri di brevettabilità dei metodi commerciali. I dodici giudici hanno basato la loro decisione sul “machine or transformation test“, test di valutazione che ammette alla registrazione di brevetto quei soli metodi commerciali “funzionali ad un macchinario” o volti alla “trasformazione di un bene”.

Seguendo questo test, la Corte di Appello statunitense ha ritenuto non brevettabile la domanda presentata da Bernard L. Bilski e Rand A. Warsaw (due manager della WeatherWise di Pittsburgh) relativa ad un metodo commerciale per prevenire i rischi del mal tempo nella vendita di prodotti agricoli.

La parte del test sulla brevettabilità dei metodi commerciali che risulta sempre più dibattuta è quella relativa all’implementazione del metodo attraverso un macchinario, il machine test. Sulla base di questo requisito, si sono tradotti infatti negli ultimi anni molti metodi commerciali, scarsamente originali o innovativi, in software “funzionali” al solo fine di creare portfoli protezionistici da opporre ai concorrenti.

Nella pratica, al di là del noto brevetto per il business method OneClick di Amazon, il data base dei brevetti statunitensi conta infinite registrazioni di metodi commerciali sulla cui validità molti dubitano.

Il dubbio, sia pur vago e implicito, emerge anche dalla decisione Bilski del 30 ottobre scorso:

.. we agree that future developments in technology and the sciences may present difficult challenges to the machine-or-transformation test, just as the widespread use of computers and the advent of the Internet has begun to challenge it in the past decade. Thus, we recognize that the Supreme Court may ultimately decide to alter or perhaps even set aside this test to accommodate emerging technologies. And we certainly do not rule out the possibility that this court may in the future refine or augment the test or how it is applied. At present, however, and certainly for the present case, we see no need for such a departure and reaffirm that the machine-or- transformation test, properly applied, is the governing test for determining patent eligibility of a process under § 101

“Concordiamo circa il fatto che i futuri sviluppi nella tecnologia e nella scienza possano presentare sfide difficili al “machine-or-transformation test“, così come l’ampio uso dei computer e l’avvento di Internet iniziò a metterlo in discussione nel decennio appena trascorso. Perciò, diamo atto che la Corte Suprema potrà infine decidere di modificare o perfino accantonare questo test per soddisfare le esigenze derivanti dalle tecnologie emergenti. E certamente non escludiamo la possibilità che questa corte potrà in futuro circoscrivere o ampliare il test e le sue modalità di applicazione. Ad oggi, tuttavia, e certamente per quanto riguarda questo caso, non vediamo la necessità di questo mutamento e riaffermiamo che il “machine-or-transformation test”, opportunamente applicato, è il test che serve a determinare la brevettabilità di un processo di cui al § 101″ [norma dell’U.S. Patent Act che regolamenta i metodi commerciali].

E ancora leggiamo, poco oltre, nella medesima decisione 2007-1130 (Serial No. 08/833,892):

“We leave to future cases the elaboration of the precise contours of machine implementation, as well as the answers to particular questions, such as whether or when recitation of a computer suffices to tie a process claim to a particular machine.”

Lasciamo alla giurisprudenza futura la definizione dei limiti del concetto di “machine implementation” come pure le risposte a particolari domande, quali se e quando la enunciazione [trasposizione] attraverso computer sia suffiente a legare una rivendicazione di processo [di business] ad uno specifico macchinario.”

(IP Faber: legal and business consulting services on Intellectual Property. Contact us)

9 October, 2008

Ricerca e Innovazione: finanziare (e non solo) per crescere

 

Creative Commons License Photo credit: source

Un paese che non si cura dell’innovazione, non può stupirsi di essere fermo, nè può sperare in una crescita negli anni a venire.

Per incentivare l’innovazione, occorre dare slancio alla ricerca. Per dare slancio alla ricerca, bisogna fare sì che i finanziamenti alla ricerca raggiungano l’obbiettivo per cui sono stati erogati e non si disperdano in percorsi paralleli di difficile identificazione e dubbia finalità. Equazione tanto  semplice a dirsi, quanto difficile ad attuarsi.

Nel settore biomedico, le regole di ripartizione dei fondi alla ricerca varate nei giorni scorsi dal ministero del Walfare di concerto con quello dell’Istruzione, Università e Ricerca (valide a partire dal 2009) sono improntate alla volontà di assegnare i fondi a progetti specifici (e non genericamente a istituti di ricerca), raccolti in un’unica lista nazionale ed esaminati da panel (gruppi di esperti) appositamente designati fra studiosi e ricercatori unicamente stranieri.

Il coro di commenti che hanno accolto con favore queste “nuove” regole intona una litania che nuova non è: nel nostro paese il sistema di ripartizione dei fondi non premia i giovani, che stanno ai rami più sottili e lontani del grande albero da cui ha origine la linfa del finanziamento alla ricerca; quelli più eroici resistono (e spesso fanno la fame), i più vanno a lavorare in altri paesi.

Significativo è il dato (riportato dal Corriere della Sera del 4 ottobre scorso) che vede solo 38 progetti italiani finanziati dal Consiglio Europeo della Ricerca sui 9.167 globalmente esaminati. E ancora più significativo è il fatto che solo il 4 % dei progetti italiani vagliati a livello comunitario si sarebbe concretamente sviluppato in Italia: tutti gli altri richiedenti italiani già indicavano in domanda di avere scelto di sviluppare il proprio progetto all’estero.

Se questo è il quadro, la domanda che provocatoriamente si pone IP Faber è questa: se l’innovazione è la base per fare marciare l’economia (e l’imprenditoria) di un paese, perchè allora – oltre a preoccuparci (pur correttamente) dei finanziamenti alla ricerca – non studiare altresì dei meccanismi che facciano dialogare l’imprenditoria e il settore della ricerca, attraverso incentivi fiscali o programmi di cooperazione fra il sistema imprese e il sistema della conoscenza?

(IP Faber affianca le imprese nel fare innovazione e offre consulenza strategica mirata in materia brevettuale)

3 October, 2008

“Global patent warming” & IP system

Filed under: brevetti, dibattito, patent, thoughts — Tags: , — Enrico @ 2:04 pm

Creative Commons License Photo credit: Rammorrison

Some thoughts on patent system.

The IP system as such (patent offices, patent filing, patent attorneys, patent search engines..) has worked smoothly for the past decades all over the world, but this is a system basically put in place before the bit and the globalisation era.

Our IP landscape is strictly tied to the innovation system. More innovations should equal more patents. Now that there are hundreds of thousand applications per year, the system is risking to collapse.

The actual IP world is a logical consequence of the need for a strong and clear system of rights for users,  inventors and licensees. Business, trade, development, market, even part of the learning system is built upon these rules.

But lately there has been another major change in the IP environment: more and more companies (mostly big and cash rich) have been sued over patent infringement (btw Microsoft is sued more than any other company in the US).

This gives the company sued, and the sector in which it operates, uncertainty. And uncertainty is bad.

These cases are not really easy to deal with,  and this tremendous complexity both for legal and for technical issues is costing a lot of money and resources. Even if the legal system get it right (say that  it ends with the right solution), the costs involved in terms of time, financial means and efforts are going up and up and up.

There is a common opinion among IP executives and lawyers that there are risks in the IP system, and they call this phenomenon the “Global patent warming” and they think a reform is now necessary.

To me the key point is that we need to understand that we have more in common than we have not in common, and we should collaborate. Cooperation is key. A correct management of ip issues in the future is our (feasible) target.

 Stop arguing, fighting and battling and get something done. At the end of the game, we always need to compromise, so there is no way the reform is the victory of one industry over others, or one country over others: we are all users of the same IP system and in order to have a good solution in the longer term we need to sacrify a little in the shorter term.

(IP Faber is beyond intellectual property and always works toward good solutions)

3 December, 2007

Joseph Straus and the Intellectual Property Global Warming

Filed under: brevetti, dibattito, events, news, patent, thoughts — Enrico @ 6:48 pm

Proof of Global Warming

In his refreshing, entertaining and interesting view about the IP situation given at the speech for the 4 International IP awards in Venice, Professor Joseph Strauss (Director of the Max Planck Institute for Intellectual Property in Munich) made a clear statement: the IP situation is becoming increasingly difficult and in the foreseeable future emerging countries like China, India, Russia, East Europe and Latin America will be adding more and more pressure on IP pubblic offices. Today the backlog for patent application has reached an incredible number: 3 millions (worldwide, whereas the US alone have a ¼ of the entire number, more than 800.000 applications on filing).

What is the current situation? Backlog + increasing number of patent applications = 2 powerful factors that are jeopardising the future of the patenting system.
What is the consequence? Big pressure on patent offices worldwide, on businesses, on courts of justice. This could turn out to be a global warming for the IP world!

Well, this is not exactly what this clever Professor thinks: he describes a couple of reasons why this shouldn’t be the case:
1. Armonisation: it is necessary to coordinate powers and efforts of the IP offices worldwide (Mr. Straus recommends that EPO and Europe in particularly should be at the forefront of this consolidation)
2. Apply the existing rules, but strictly. (You can read this as: the innovative jump of an invention should  really be innovative.)

Prof. Joseph Straus was also able to point out the only way we can “manage” the future. In the innovation era, he said, you have to reward only the real innovation!

And we think he’s right.؀

28 November, 2007

La Campionaria ritorna a Milano: l’eccellenza Made By Italy

Filed under: Blogroll, brevetti, design, fiere, marchi, marketing, news, patent, trademark — Eva Callegari @ 10:05 am

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Chi avesse fra i ricordi della propria infanzia le lunghe camminate fra gli infiniti stand della Campionaria, alla “faticosa” scoperta di tutto lo scibile del mercato italiano può stare tranquillo (o, forse, può soffrire di una certa nostalgia): questa Campionaria è diversa.

Innanzitutto, è bastato il padiglione 5 della nuova fiera di Rho-Pero per allestirla.
Le aziende rappresentate poi, che a un visitatore disattento potrebbero apparire inspiegabilmente eterogenee, sono legate invece da un unico ed importante filo conduttore: sono le aziende dell’eccellenza italiana, esito di quell’economia dell’innovazione che basa la propria forza sulle idee imprenditoriali vincenti e non banali. 

In poche parole, se al centro della nuova Campionaria è la SoftEconomy che sempre più caratterizza il Made by Italy, non possiamo che concludere che stiamo parlando di imprese con assets immateriali strategici.

I beni di proprietà intellettuale sono il punto di forza di questa Campionaria.
Si può trattare di brevetti che fanno parte del portafoglio di note aziende italiane, quali Brembo, Fiat, Pirelli Tyre o di quei brevetti e di quel know-how che sono l’asso nella manica di aziende che guardano al futuro, come La Fabbrica del Sole (specializzata in impianti ad idrogeno) e Novamont (specializzata nello sviluppo di bio-materiali, non a caso vincitrice del premio dell’European Patent Office come miglior brevetto dell’anno).

Ci si può riferire a marchi solidi, che hanno un valore costruito in anni di esperienza imprenditoriale (si spazia da Ferrari a Bialetti, dal gruppo Colussi a quello di San Pellegrino, per fare degli esempi significativi).

Si può trattare del “nostro” design, quello che invade il mercato internazionale della nautica, grazie all’opera di Fincantieri e di aziende quali quelle associate ad Ucina o ancora quello che MilanoMadeinDesign sta portando per il mondo con una mostra itinerante che celebra il design italiano dell’arredo e dei prodotti di uso quotidiano.

Ed infine, ma non certo di minore importanza in una fiera di questa portata, vi sono DOP, DOCG, IGP, marchi collettivi e d’origine che contraddistinguono la qualità del nostro settore alimentare: dal Grana Padano al Lambrusco di Modena, dai vini siciliani agli oli umbri, e poi prodotti tipici marchigiani, pugliesi, sardi e dell’appennino emiliano.

IP Faber ringrazia Symbola – fondazione per le qualità italiane che ha pensato e organizzato l’evento – per la riflessione: la nuova Campionaria ci conferma che l’eccellenza italiana è fatta di Intellectual Property.

27 November, 2007

DRM Patent Infringement against Microsoft, Hustler, Sony & Apple.

Filed under: brevetti, copyright, internet, IT, news, patent — Tags: , , , , , , , , — Enrico @ 6:23 pm

iTunes drm incorporated

Digital Reg of Texas, is suing Microsoft, Sony, Hustler (Playboy) and Apple for a patent infringement related to DRM Technology, in particular “by making, using, providing, offering to sell, and selling (directly or through intermediaries), digital content incorporating DRM technology“.

The patent, dated 1998, is not exclusive to music data, and describes a system where “digital content such as text, video, and music are stored as part of a compressed and encrypted data file. Said content remains inaccessible until a user purchases or arranges for authorization of the content.”

THE POINT> We are talking about a patented technology that is covering what is now a very hot business model on the web: selling DRM protected data via internet.

IP FABER OPINION> It’s not a problem regarding only a small company: this is, or could turn out to be, a major case of patent infringement. Digital Reg is facing a tough battle against these giants, but in case of success…

(iTunes Plus, photo courtesy of Uninen at Flickr)

26 November, 2007

Fourth Venice Award for Intellectual Property 2007 to Joseph Straus

Filed under: Blogroll, brevetti, dibattito, news, normativa, patent — Tags: — Eva Callegari @ 3:06 pm

leone
It was necessary to wear plastic boots for assisting to the cerimony for the Fourth Venice Award for IP 2007 in Venice on Friday, 23th November (due to water high tide in San Marco Square), but it was well worth the effort.

In fact, listening to the winner, Professor Joseph Straus – the Director of the Max Plank Institute – was a big pleasure.

His experience and passion for Intellectual Property Rights is tangible, even though his career has been completely dedicated to intangible assets.

The thoughts Professor Straus gave us during the International conference organized by European Patent Office, Italian Patent and Trademark Office and Venice International University on the occasion of the IP Award have been interesting and precious.

His provocative question was the following: “Is there a global patent warming?”.

The WIPO official data reveal an evident trend: 0,8 million patent applications are pending at US Patent Office and 3 Million patent applications are pending worldwide.
Furtermore, the average increment of resident patent filings in the world has increased of 45 %, from 1995 to 2005. The same indicator is 106 % in Republic of Corea and of 834 % in China.
We imagine the risks of such a global patent warming: pretestuous litigations (the so-called “patent trolls“), uncertainty on IP exclusive rights, unstable validity of patents and – in the long term – confusion in the business.

Regarding this issues, Professor Straus made 3 clever suggestions, that should be taken in serious consideration by everyone who operates in this “crazy” IP world and, above all, by IP official entity:

– creating an efficient system for rational merging of patent knowledge;
– improving armonisation among Patent offices in filing phases;
– strictly applying the requirements for patent validity (in particular, the inventive step requirement).

Thanks, Professor Straus, we will do our best to become more IP-environmental friendly in our next future!

(IP Faber does not manage every patent, but only good patents. Contact us)

25 November, 2007

IP innovation for Venice and its lagoon

Filed under: brevetti, events, news, patent, Technology, thoughts — Tags: , , , — Enrico @ 11:36 am

Composite wood poles

Fabrizio Bettiol is the General Director of a small company nearby Venice. This charismatic dynamic businessman was invited to present his patented invention to the floor of the IP International Conference held in Venice: composite wood 12m long poles ready to be planted in the Lagoon of Venice. With a population of 110.000 poles in the lagoon, Mr Bettiol enters in a niche but very valuable market.

He doesn’t want to stop here: external wooden floors, floor bridges and pontoons, deckings and many other applications come from his innovative company, Greenwood, a subsidiary of BiZeta Group.

The most important part of his speech was dedicated to the consequences of his new patented invention: not only he managed to increase the turnover (and the profit, we presume) for his company, but he also indicated major R&D gains, strategic repositioning, competitive advantages, opening of new markets

(Greenwood poles in Venice, photo courtesy of Greenwood)

24 November, 2007

IP Management and Innovation success

Filed under: dibattito, marketing, news, patent, trademark — Enrico @ 6:45 pm

Stars on cow

Mr. Nowak, General Director of Dennemeyer Group gave an interesting speech at the IP International Conference in Venice.

His view as a business man is of course practical and simple:
– you need to have a patent strategy
– you need to visualize your IP portfolio
– you need to have a business method.
He went on: you need to be honest about yourself, your company and your IP investments and take decisions.

What does it mean?

  • Cut the poor dogs (IPs that don’t have market growth and market share).
  • Be careful on question marks (IPs that can have a potential market growth but that still do not have market share).
  • Profit from cash cows (IPs with big market share but maybe little market growth) and
  • Focus on stars (IPs with big market growth and big market share)

IP Faber does think that market growth and market share is a good way to think in simple terms and get a complicated situation clear. What about a product that is still a prototype and doesn’t have a market yet?

What’s your take?

(Stars on a cow, photo courtesy of Mazda6 (Tor)’s at Flickr)

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