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29 January, 2009

Justin.tv e i suoi fratelli: il copyright sul “live broadcasting” collettivo

Filed under: copyright, internet, tv rights — Tags: , , , — Eva Callegari @ 12:32 pm

grattacieli-tv

Gli ingredienti sono apparentemente semplici.

Immaginiamo ciò che è ora You Tube, aggiungiamo la possibilità di mettere in rete in streaming dei video anche 24 ore su 24 e guarniamo il tutto con web cam che registrano in diretta quello che i vari users vogliono condividere attraverso internet.

Il risultato può assumere le più diverse sfaccettature. Per ora si chiama Justin.tv o Ustream.tv, dove per lo più si possono “sfogliare” video e riprese ancora piuttosto estemporanee e amatoriali (ad esempio si possono osservare in diretta le immagini di quello che accade in un lago al centro del parco Nkhoro Pan in Sud Africa o di una cucciolata di cani, minuto per minuto).

Una probabile evoluzione  di questi siti potrà essere quello che già è – in nuce – Mogulus: quest’ultimo permette di creare attraverso il web interi canali (anche servendosi di strumenti editoriali di buon livello messi a disposizione da Mogolus stesso), i quali vengono trasmessi senza soluzione di continuità in rete. Creare un canale televisivo diventa quindi, almeno in linea di principio, un’operazione accessibile a tutti.

In prospettiva, le implicazioni legali che potranno derivare da questi sviluppi della rete sono già ora piuttosto prevedibili e non sono poi molto diverse da quelle che emergono dagli usi sempre più diffusi e capillari di contenuti protetti da copyright attraverso Internet.

Chi metterà in rete propri contenuti si dovrà innanzitutto preoccupare di avere i diritti su tutto ciò che compone il proprio canale (musica, immagini, persone ritratte, etc.).

Quindi dovrà decidere quale regime di circolazione dare ai propri contenuti e ai diritti di copyright ad essi legati: mantenere le proprie esclusive di legge sugli stessi o lasciare che essi circolino senza limiti o entro certi limiti. In queste ultime due ipotesi, è estremamente probabile che le licenze creative commons e affini potranno tornare di aiuto.

Infine l’autore/editore dei contenuti dovrà anche evitare che il risultato del proprio lavoro venga “cannibalizzato” da terzi, non autorizzati ad utilizzare o riprodurre i contenuti caricati in rete.

In tutti e tre questi passaggi, la legge e la regolamentazione contrattuale da sole non basteranno ad evitare criticità. Anzi, proprio al fine di evitare che il contesto normativo diventi a sua volta una criticità e complichi questa inevitabile evoluzione della rete, due potranno essere i necessari strumenti di supporto: la creatività e la tecnologia.

La creatività, perchè più i contenuti, a monte, saranno freschi, originali e realizzati – per intenderci – “a Chilometro Zero”, minore sarà il rischio che eventuali terzi, titolari di diritti su una parte anche minima di quello che verrà editato e pubblicato, possano creare difficoltà future.

La tecnologia, per segnalare e garantire che il regime di circolazione dei contenuti immessi in rete sia effettivamente quello determinato dal titolare dei diritti sugli stessi e per dare così trasparenza massima a quanto in rete sia o meno liberamente utilizzabile.

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Creative Commons License Photo credit: Stuck in Customs

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