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20 November, 2008

SIAE: bollino sì, bollino no…

Filed under: copyright, dibattito, IT, news, thoughts — Tags: , , , — Eva Callegari @ 11:59 am

cayusa-dollar-selfportrait

Creative Commons License Photo credit: Cayusa

Acceso è il confronto di questi giorni fra FIMI – Federazione Industria Musicale Italiana e SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori in tema di bollino SIAE.

Quanto ha dichiarato FIMI nel corso dell’audizione presso il Ministero dei Beni e le Attività Culturali circa il regolamento di esecuzione delle disposizioni relative al contrassegno SIAE mette in discussione i presupposti stessi su cui si fonda il sistema obbligatorio di bollinatura SIAE, quello previsto per i supporti contenenti musica, materiale audiovisivo o multimediale e determinati software (art. 181bis legge diritto d’autore).

Quanto sta accadendo prende il via da una prima “bacchettata” all’Italia arrivata dalla Corte di Giustizia della Comunità Europea, per non essere stata comunicata alla Commissione la sopra citata normativa sul contrassegno SIAE, regola tecnica la cui compatibilità con la normativa comunitaria deve essere appunto previamente valutata dalla Commissione.

Ciò che è al centro della vicenda non è tuttavia unicamente un’infrazione procedurale, ma gli aspetti sostanziali su cui i vincoli di bollinatura SIAE si fondano. Già dalle richieste di chiarimenti presentate dalla Commissione si delineano in realtà alcuni dei fondamenti sostanziali della questione.

Alla mancata bollinatura SIAE non corrisponde necessariamente il mancato pagamento dei dovuti compensi di copyright. Anzi, se il versamento dei compensi per il diritto d’autore fosse avvenuto in un paese straniero, neppure è certo a quale titolo la SIAE potrebbe verificare l’assolvimento di tale obbligo.

Inoltre – fatto ancora più dubbio in un’ottica di libera circolazione delle merci a livello comunitario e alla luce del principio di esaurimento comunitario – la bollinatura obbligatoria SIAE comporta un blocco ex lege alla circolazione di opere protette da copyright, immesse sul mercato UE dai legittimi titolari e riversate su supporti fisici.

Per chi opera a livello comunitario, al di là del fermo “burocratico” legato alla presentazione della richiesta di bollini SIAE e del versamento dei compensi (che può durare da 10 fino a 30 giorni), vi sono anche costi gestionali legati alla necessità inevitabile di segmentare il mercato italiano, per rispettare gli adempimenti di bollinatura obbligatoria, unicum a livello EU.

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Anche a voler soppesare con attenzione i pur pregevoli argomenti opposti dalla SIAE al dibattito (l’importanza del bollino come strumento di repressione della pirateria, l’importanza di garantire tutela agli autori etc.) tre sono le domande che – provocatoriamente – forse già offrono delle risposte al dibattito:

1) Se la SIAE non verifica o, in certi casi, non ha comunque titolo per verificare l’effettiva disponibilità dei diritti in capo a chi richiede la bollinatura, come è possibile che la bollinatura sia IL mezzo indispensabile e irrinunciabile per contrastare la pirateria?
2) Se la SIAE è così sicura che il sistema di bollinatura sia un essenziale strumento di tutela degli interessi degli autori o dei titolari dei diritti d’autore, perché dovrebbe temere che siano gli autori stessi e i titolari dei diritti a scegliere se bollinare o meno i supporti, attraverso un sistema di bollinatura facoltativo come quello già esistente in ambito editoriale?
3) Se occorre contrastare la pirateria in modo adeguato, perché allora l’attenzione è così focalizzata sulla sola pirateria di opere registrate su supporto e non anche su quella on-line, quantitativamente ad oggi ben superiore alla prima ed in trend di crescita sempre più significativa?

Un’ultima nota a piè di pagina: il presidente della SIAE osserva (fonte Il Sole 24 Ore, 18 novembre 2008, articolo di Giuliano Balestrieri) che l’eliminazione del bollino SIAE obbligatorio comporterebbe la scomparsa di una voce di ricavo annuo pari a 11-12 milioni di euro

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1 Comment »

  1. Sarebbe ora che la siae smettesse di rubarci soldi con questa pagliacciata dei bollini.Se sa solo prendere soldi in maniera coercitiva ed “obbligatoria”, evidentemente è un ente inutile, buono solo per i grandi editori e per spillare soldi ai piccoli.Se il bollino deve ancora essere applicato, cosa ridicola ed antiquata, che il prezzo sia fissato a 10 centesimi.Un Piccolo editore musicale.

    Comment by Paolo — 20 May, 2009 @ 12:21 pm


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